Anniversario bombardamenti 22 luglio 1943, il messaggio del sindaco di Foggia, Franco Landella

“Gli anni trascorrono inesorabili e rischiano di cancellare dalla memoria delle giovani generazioni i tragici eventi che caratterizzarono l’estate del 1943 a Foggia.

Ancora oggi, tutte le famiglie che furono segnate dalla scomparsa di uno o più parenti rimasti vittime dei bombardamenti, piangono i loro cari.

Ma il ricordo si sbiadisce, anche a causa della scomparsa di chi visse in prima persona quei momenti: chi ha sentito raccontarli da genitori e nonni, con grande senso di responsabilità, sta oggi continuando a tramandarli, a voce, con pubblicazioni e con iniziative, perché la storia deve insegnarci a non ripetere gli orrori della guerra.

Ed è per questo che, da quando ho assunto l’onere e l’onore di amministrare la città di Foggia ho moltiplicato gli sforzi da parte del Comune per commemorare l’estate del 1943 e raccontarne le vicende ai ragazzi delle scuole cittadine, affinché conoscano anche i momenti più tristi della storia recente del capoluogo.

La Storia non deve essere distorta o censurata: Foggia fu ‘usata’ dagli alleati per lanciare un messaggio di superiorità, un monito alle truppe che ancora avevano intenzione di resistere all’avanzata anglo-americana lungo la Penisola. Un orribile esempio di ‘guerra psicologica’, attuato per abbreviare il conflitto  ma a scapito di migliaia di vittime, civili e militari, mietute dai bombardamenti su  Foggia.

Tra le altre, resta impressa nella memoria dei foggiani la strage nella stazione ferroviaria di Foggia di quel 22 luglio 1943, quando decine di viaggiatori di un treno appena arrivato da Bari e di cittadini che avevano cercato rifugio nel sottopassaggio, trovarono una fine atroce, intrappolati dalle macerie ed arsi vivi dal carburante incendiato di un treno cisterna che si era riversato in quel ricovero improvvisato.

In quelle ore, i nostri ferrovieri diedero prova di un coraggio non comune, arrivando a sacrificare la vita pur di salvare quella di tanti concittadini, soprattutto quando allontanarono dalle case della periferia un convoglio carico di munizioni che avrebbe potuto seminare ancora morte e distruzione esplodendo sotto le bombe alleate.

Le Medaglie d’Oro al Valor Civile ed al Valor Militare che impreziosiscono il Gonfalone della nostra città, dunque, sono i simboli di una memoria che abbiamo il dovere di proteggere, custodire e rinnovare.

Torneremo tutti gli anni ad onorare il ricordo di quei caduti e di quegli eroi, facendo in modo che anche le più giovani generazioni ricordino quelle tragiche ore, tributino il giusto rispetto alle vittime e ai valorosi ferrovieri e lottino per non consentire che pochi folli violino con l’orrore della guerra gli immortali valori della libertà, della democrazia e della pace”.