Chiusura “AZ ceramiche” per richieste estorsive, il sindaco Franco Landella ed il Prefetto Luisa Latella incontrano l’imprenditore Alessandro Zito

Il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha incontrato questa mattina, assieme al Prefetto Luisa Latella, Alessandro Zito – accompagnato dal suo avvocato, Fabio Verile –, l’imprenditore titolare della ditta “AZ ceramiche S.r.l.” che ha recentemente annunciato la volontà di chiudere la sua azienda a causa delle continue minacce e delle ripetute richieste di estorsione. Zito, come ha raccontato nella denuncia formulata nei giorni scorsi ai Carabinieri, era da almeno due anni nel mirino degli estorsori. La “pressione” del racket lo costrinse nel recente passato ad aprire una sede operativa della sua impresa a Pescara, dove però continuò a ricevere minacce ed intimidazioni.

«Conosco personalmente Alessandro Zito da tempo. La sua volontà di chiudere l’azienda è una notizia che mi ha amareggiato come cittadino e come sindaco – ha affermato Landella –. Quando il racket delle estorsioni costringe un imprenditore serio ed onesto a trasferirsi, la città vive una sconfitta». Per il sindaco di Foggia «quella delle estorsioni è purtroppo una piaga che affligge la nostra comunità e la nostra economia. È un fardello pesante, di cui dobbiamo liberarci. Un nemico che dobbiamo sconfiggere, abbattendo il muro dell’omertà, favorendo la collaborazione delle vittime con la magistratura e le Forze dell’Ordine e dimostrando che lo Stato è accanto a chi subisce questo odioso ricatto. Da questo punto di vista, la visita della Commissione Parlamentare Antimafia è stata un indizio importante di attenzione per il territorio, che però va adesso sostenuto accompagnando il dibattito e la discussione in Parlamento e nei confronti del Ministero dell’Interno».

«La permanenza dell’azienda di Alessandro Zito in città sarebbe, in quest’ottica, la dimostrazione concreta che c’è una Foggia che continua a lottare e che non vuole piegarsi alla malavita. Non possiamo permettere che chi sceglie di investire nella nostra città sia costretto a fuggire – ha sottolineato Landella – né possiamo consentire che il racket allontani proprio per il timore delle richieste estorsive anche chi vorrebbe venire qui ad insediare un’azienda. Un circolo vizioso che strangola la nostra economia, che mortifica le opportunità di sviluppo e di lavoro». Tanto il sindaco di Foggia quanto il Prefetto hanno dunque ribadito all’imprenditore la vicinanza delle istituzioni e della parte sana, onesta e perbene della città, invitandolo a «non demordere, a non rinunciare a combattere».

Sul piano delle ipotesi operative da mettere in campo, il primo cittadino ha dichiarato di accogliere «con grande favore» la proposta lanciata nei giorni scorsi dal presidente della Fondazione Buon Samaritano, Pippo Cavaliere, il quale aveva prospettato la sottoscrizione di un protocollo d’intesa attraverso il quale gli Enti, le associazioni di categoria e quelle datoriali e chiunque ne sia legittimato in termini di legge, s’impegnano a costituirsi parte civile nei processi penali. «È una proposta che considero positiva, nello spirito e nella sostanza. Possiamo e dobbiamo lanciare un segnale chiaro di vicinanza ai nostri imprenditori e di contrasto fermo e deciso alla criminalità e ad ogni forma di illegalità – ha spiegato il sindaco –. Formulo sin d’ora al presidente Cavaliere, che ringrazio per la preziosa attività svolta dalla Fondazione ogni giorno proprio su questo difficile terreno, la mia disponibilità ad incontrarci, anche con il presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca, al fine di individuare la strada tecnicamente migliore e più opportuna, considerando le competenze di ciascuno, per stilare il protocollo».