Classifica “Ecosistema Urbano 2016” di Legambiente, Foggia passa dalla 56sima posizione alla 16sima posizione su scala nazionale attestandosi al primo posto tra i capoluoghi di provincia della Puglia

La classifica generale di “Ecosistema Urbano” 2016 stilata da Legambiente offre importanti spunti di riflessione e descrive un significativo miglioramento rispetto al posizionamento dello scorso anno. L’esito delle rilevazioni riferite all’anno 2015 e presentate oggi a Bari permettono a Foggia di risalire in modo considerevole la graduatoria, passando dalla 56sima posizione alla 16sima su scala nazionale.

Al momento dell’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale, nella classifica “Ecosistema Urbano” 2014 Foggia era 81sima al livello nazionale, attestandosi all’ultimo posto tra i capoluoghi di provincia pugliesi. Oggi la nostra città è 16sima, collocandosi al primo posto tra i capoluoghi di provincia della Puglia. L’inversione di rotta rispetto al passato, dunque, è evidente ed importante. Abbiamo recuperato la disastrosa situazione ereditata dal centrosinistra, a cominciare dal fallimento dell’ex azienda speciale Amica e da una gestione a dir poco discutibile delle discariche, cristallizzata in quella triste 81sima posizione.

La complessità dell’analisi condotta da Legambiente, ovviamente, rende necessaria una valutazione analitica per ogni singolo indicatore, in modo da recepire le informazioni utili a realizzare politiche che possano ulteriormente migliorare le performance complessive della città. È evidente che un passo in avanti è stato compiuto in modo netto, dentro un quadro che resta tuttavia critico per la Puglia, come ha sottolineato il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini.

Il trend che il miglioramento della classifica, redatta da un’associazione la cui autorevolezza in materia è riconosciuta in modo unanime, ha certificato per Foggia deve indurci a scommettere con ancor maggior convinzione su politiche ambientali moderne in termini di mobilità, di utilizzo delle energie da fonti rinnovabili, di depurazione degli scarichi civili, di promozione di azioni che nel campo dei rifiuti vadano nella direzione di un incremento della raccolta differenziata. Su quest’ultimo fronte la città sconta ancora un ritardo, complice il fatto che le modalità di raccolta differenziata sono partite concretamente nel novembre 2015, condizionando così sia il dato specifico della classifica sia il livello delle percentuali raggiunte sino ad oggi. Già a dicembre, però, la tendenza era in crescita, motivo per il quale attendiamo i dati riferiti al 2016 per avere un quadro più esaustivo.

Nei prossimi giorni leggeremo con attenzione il dossier di Legambiente, interpretando i suoi contenuti come uno stimolo a proseguire su questa strada. Aver migliorato sensibilmente il posizionamento nella classifica nazionale rispetto alla rilevazione dello scorso anno, infatti, è solo un primo passo. Dobbiamo e possiamo fare di più, anche nell’ottica di una crescita complessiva del “sistema Puglia”, soprattutto nei settori che mostrano maggiori difficoltà, a partire dal ciclo dei rifiuti