Convegno conclusivo sui progetti legati alle dipendenze

Il problema delle dipendenze patologiche è stato al centro del convegno dal titolo “Alleanze per crescere: la prevenzione delle dipendenze patologiche nella città di Foggia”, organizzato dall’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Foggia, in collaborazione con la Regione Puglia, l’Ambito Territoriale di Foggia, la ASL, l’associazione “Crescere” onlus e la cooperativa sociale onlus “Salute, Cultura e Società”, organizzatori dei progetti di prevenzione ”Strada facendo” e “Centro informazione, documentazione e consulenza”. I progetti, finanziati dalla Regione Puglia e dall’ambito territoriale di Foggia, sono durati due anni, con la collaborazione dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia.

«La droga nega il futuro ai giovani. La mia generazione è quella che ha pagato il prezzo più alto – ha spiegato il sindaco di Foggia, Franco Landella, rivolgendosi ai ragazzi coinvolti nei progetti e presenti nell’auditorium dell’Amgas -. Ho avuto amici che hanno pagato con la vita questa scelta, amici che praticavano sport assieme a me e che purtroppo ho visto morire. Quello della dipendenza dalle droghe è un fenomeno che colpiva e colpisce tutti i ceti sociali. All’inizio si parlava poco di questo problema e le famiglie erano spesso costrette ad affrontare da sole questo fenomeno. Colgo anche l’occasione per ringraziare il direttore del Ser.T. della ASL di Foggia per il lavoro svolto in questi anni, nonostante le difficoltà e la sottovalutazione del problema che c’è stato negli scorsi anni». Il primo cittadino ha rivolto un appello agli studenti presenti: «Non fatevi rubare i vostri sogni dalla droga e siate protagonisti attivi del vostro futuro, perché l’unico vero valore che c’è è la vita e non va gettato via, soprattutto se si pensa a quelle persone che hanno seri problemi di salute e che pagherebbero oro per tornare a stare bene».

«Anche intorno alle dipendenze, e non solo tossicodipendenze, credo che ognuno di noi pensi di sapere e conoscere abbastanza: è una realtà del resto, con la quale da decenni siamo chiamati a confrontarci e che spesso sfiora da vicino anche le nostre famiglie o persone a noi care. Magari senza rendercene conto o in maniera più sottile e per questo ancora più inquietante, come le nuove tecnologie, l’uso e l’abuso di internet, degli smartphone, che stanno completamente cambiando il nostro modo di relazionarci ed espongono tanti e tante a rischi di cui non si riesce ad avere ancora piena consapevolezza – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foggia, Erminia Roberto -. L’Amministrazione comunale ha voluto puntare su questo progetto, con operatori eccellenti che hanno girato numerose scuole, parrocchie, quartieri e luoghi di aggregazione, anche grazie ad un camper».

Il direttore del Ser.T. dell’ASL Foggia, Giuseppe Mammana ha spiegato che «le dipendenze sono una patologia, perché si creano grossi problemi con la famiglia, si spende denaro che non si ha a disposizione, si perde il lavoro o si lascia la scuola, si rompe con gli affetti. Il gioco patologico ha gli stessi effetti della droga: c’è chi in una giornata spende l’intero stipendio. Prima c’erano pochi soggetti colpiti da queste dipendenze, oggi i numeri sono ben maggiori, anche se per paura di mostrare all’esterno questa difficoltà sembra che la problematica sia circoscritta. Il servizio Ser.T. – ha puntualizzato il dottor Mammana – riguardava poche decine di persone nei primi anni ’80, mentre oggi prestiamo servizio a più di 2000 persone, con costi di riabilitazione non trascurabili».

Il responsabile del progetto Strada Facendo, Antonio Vannella, ha poi spiegato come hanno operato gli operatori a bordo del camper: «la strada è stato il nostro luogo privilegiato, per andare incontro anche a chi non ci aveva contattato. La libertà della strada ha permesso anche a noi operatori di essere liberi ma consapevoli del motivo per cui eravamo lì e molti giovani ci hanno avvicinati, si sono informati, hanno fatto domande. Il camper di Strada Facendo è servito anche ad alcuni genitori, per dei consigli per come parlare con i propri figli e per prendere coscienza del problema. Il camper ha girato tutti i quartieri della città, a bordo c’erano operatori specializzati con diverse figure professionali come psicologici, animatori ed educatori, che hanno coinvolto i giovani in dialoghi tesi ad approfondire il grave danno che le droghe provocano nell’organismo e la necessità di perseguire uno stile sano e corretto – ha detto Vannella -. Particolare interesse è stato dedicato agli adolescenti a rischio di devianza e di uso di sostanze stupefacenti sui quali non è possibile attivare altri interventi di prevenzione e di orientamento ai servizi».

L’associazione “Crescere” onlus è stata attiva invece nelle scuole foggiane, coinvolgendo ben 13 istituti, per un totale di 293 classi per 5400 studenti coinvolti sul tema delle dipendenze. Ospiti illustri del convegno sono stati i comici foggiani Pio e Amedeo, che con leggerezza hanno messo in guardia i ragazzi dai pericoli della droga. «Noi siamo la prova che non tutti quelli della TV fanno uso di sostanze – hanno spiegato i due attori –. A volte nei locali ci offrono della cocaina, e noi siamo imbarazzati perché non ne abbiamo mai fatto uso. Soprattutto al Sud una delle poche cose che ci è rimasta è il nostro cervello, e dobbiamo utilizzarlo al meglio per andare avanti. I drogati – hanno scherzato Pio e Amedeo – per noi inoltre ci hanno dato degli spunti comici incredibili, perché prendevamo in giro chi dava i numeri».