Emergenza sanità in Capitanata, dichiarazione del sindaco di Foggia, Franco Landella

«L’emergenza sanitaria vissuta dalla Capitanata è materia troppo seria per essere derubricata a scaramuccia politica. I disservizi che soprattutto le comunità del Gargano stanno vivendo in queste settimane, proprio quando occorrerebbe una maggiore e migliore attenzione in ragione della stagione turistica, hanno bisogno di un approccio più responsabile, innanzitutto nell’interlocuzione con la Regione Puglia, l’istituzione che detiene le competenze in materia sanitaria e di programmazione dei servizi.
Rivendicare i diritti di una comunità, infatti, significa saper porre in modo fermo e determinato le questioni nelle sedi opportune e con gli interlocutori giusti, tra i quali ci sono senza dubbio i vertici dell’Asl Foggia, che vanno chiamati ad una maggiore attenzione in termini operativi e di ascolto delle istanze del territorio, ma anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, per quanti lo avessero dimenticato, è il titolare della delega alla sanità.
È prima di tutto al Governatore che vanno rappresentati i disagi drammatici che sono stati correttamente denunciati anche nel corso della riunione della Conferenza dei Sindaci, che purtroppo non ha potuto svolgersi in modo formale per la mancanza del numero legale, dunque per l’assenza della stragrande maggioranza dei primi cittadini della provincia di Foggia.
Per parte mia, anche nella mia veste di presidente della Conferenza dei Sindaci, questa mattina mi farò portavoce della richiesta del territorio di ottenere risposte concrete a questi disagi ed a questi disservizi nel corso della seduta di insediamento della Conferenza Permanente per la Programmazione Sanitaria e Socio-Sanitaria Regionale per la X Legislatura. L’auspicio è che anche altri Sindaci avvertano l’urgenza, la necessità ed il coraggio istituzionale di non avere remore nell’incalzare quelli che sono i veri interlocutori in questa materia, indipendentemente dai rapporti personali e politici con loro. Troppo spesso, infatti, alcuni primi cittadini danno vita a proteste e lamentele che vengono da loro stessi silenziate quando poi quelli che dovrebbero esserne i destinatari fanno visita sui loro territori. Circostanze nel corso delle quali, quasi in preda a selettive amnesie, coloro i quali protestano e denunciano dimenticano poi di consegnare ai loro interlocutori il malessere delle proprie comunità, preferendo calorose strette di mano, sorrisi e cordiali passeggiate».