Il sindaco Landella in visita a Verona: primo atto di un gemellaggio con la città veneta

«Foggia si apre a rapporti culturali ed economici importanti con un territorio cui è legato da notevoli affinità e punta a rompere luoghi comuni e retoriche qualunquiste con la voglia di fare e di perseguire buone prassi di reciproco vantaggio».
E’ stato il primo commento del sindaco di Foggia Franco Landella alla fine della prima visita ufficiale al “collega” Flavio Tosi, nella sede del Comune di Verona, per avviare la formalizzazione di un gemellaggio tra le due città.
«Oggi, -ha aggiunto Landella- è stata avviata, anche se non ancora formalmente, un’intesa che intensificherà i rapporti tra Foggia e Verona: un patto di amicizia che sarà presto sancito con la visita nella nostra città di Flavio Tosi e la sigla degli atti ufficiali che istituiscono il gemellaggio».
L’idea era nata in occasione di precedenti incontri tra i due sindaci e il primo atto formale era stato, nei giorni scorsi, la lettera del sindaco Landella che così indicava le basi di partenza dell’iniziativa:
“Caro Collega,
il nostro Paese ha tra i suoi tanti punti di forza una molteplicità di tradizioni, beni culturali, retaggi storici e  paesaggi che lo rendono unico al mondo. Le storie diverse dei vari territori si uniscono in un mosaico che da vitalità e forza all’Italia, pure in momenti così difficili da un punto di vista economico.
Lo scambio di esperienze e di percorsi sociali e culturali delle città non può che essere ulteriore elemento di coesione in questo panorama così composito e affascinante e diventare metodo condiviso per la crescita e lo sviluppo.
Sono città lontane, ma con caratteristiche storiche che ne avvicinano momenti e luoghi. Entrambe città di pianura, ma non lontane dalle colline, con un primo nucleo abitato databile al neolitico, punti di incontro di vie consolari importanti nella viabilità antica, in territori frequentati da popoli preromani e, soprattutto, uniti dal comune culto per Diomede, l’eroe omerico che giunto in Italia frequentò il Veneto per fermarsi poi in Daunia dove fondò numerose città, fino alla sua morte nelle isole Tremiti. Questo il mito, ma la caratteristica dell’allevamento dei cavalli che unisce i nostri territori in età classica attesta un ulteriore motivo di vicinanza, nel segno dell’eroe “domatore di cavalli”.
Anche l’imperatore Federico II, puer Apuliae e grande frequentatore di Foggia, dove aveva fatto costruire un palatium, ebbe contatti con Verona ai tempi di Ezzelino III, cui diede in sposa la figlia. A Verona come a Foggia, senza dubbio, risuonavano i versi della nuova poesia in volgare, che proprio Federico II in quegli anni promuoveva.
Entrambe, infine, sono medaglia d’oro al valor civile e medaglia d’oro al valor militare e pesantemente colpite dai bombardamenti aerei della II guerra mondiale.
Le due città, importanti nodi ferroviari, sono -per venire ai nostri tempi- consistenti distretti produttivi nell’agricoltura, tanto da annoverare le due più importanti Fiere del settore, e titolari di importanti e innovative ricerche nel campo della bioagricoltura nelle rispettive facoltà di Agraria.
Già molti anni fa, eravamo nel 1986, Foggia e Verona hanno vissuto un importante momento di unione tramite la figura del nostro concittadino, il compositore Umberto Giordano. A lui e al Verismo musicale fu dedicato, a Verona, un importante convegno che accompagnò un indimenticato allestimento dell’Andrea Chenier nella splendida Arena di Verona. Allora, una delegazione della nostra città, guidata dal Sindaco, suggellò a Verona un’amicizia nel segno della grande musica che oggi vorremmo rinnovare”.
Il sindaco Tosi ha espresso grande entusiasmo, invitando il primo cittadino di Foggia -che è stato accompagnato anche dall’assessore comunale alla Cultura, con delega anche ai Gemellaggi, Anna Paola Giuliani- ad una prima visita in terra veneta che, dopo l’esito positivo del colloquio di questa mattina, sarà presto contraccambiata per sottoscrivere il gemellaggio vero e proprio. Tra l’altro, la visita ha coinciso con una celebrazione molto antica e sentita, a Verona: il Venerdì Gnocolar, festa carnevalesca che risale al XVI secolo.
«Le prospettive di scambio che si aprono, -conclude il sindaco Landella- toccano diversi settori: non solo quello culturale, cui ho accennato nella lettera inviata all’amico e collega Tosi, ma anche quello economico, pensando a comparti di primaria importanza come quello agro-alimentare e vitivinicolo, con le possibilità offerte dal “Vinitaly”, e come quello zootecnico, per quanto “di nicchia”, con un appuntamento specializzato come il “Fieracavalli” di Verona».