Il TAR Puglia respinge il ricorso dei custodi delle scuole cittadine che dovranno lasciare gli alloggi comunali

Il TAR della Puglia, con la sentenza 42/20165, ha respinto il ricorso presentato per l’annullamento dell’ordine di rilascio di alloggi pertinenti a strutture comunali da parte di alcuni custodi. Il Tribunale Amministrativo Regionale non ha dunque inteso accogliere l’istanza di chi ha deciso di impugnare gli atti con cui l’Amministrazione comunale ha ordinato il rilascio, da parte dei ricorrenti, di alloggi di servizio, allocati all’interno di edifici scolastici ai medesimi istanti assegnati, in qualità di custodi della scuola.

Nella sentenza si legge che “Considerato, ad un primo esame che è proprio di questa fase cautelare, che i ricorrenti appaiono in effetti privi del titolo necessario per continuare ad occupare gli immobili de quo. Considerato altresì, sul piano del periculum, che siffatta situazione di precarietà era da tempo nota, come confermato dal richiamo, contenuto nei gravati provvedimenti, di precedenti ordinanze di rilascio rimaste ineseguite”.

«La sentenza del TAR Puglia conferma la bontà delle scelte fatte dall’Amministrazione comunale in materia di alloggi di edilizia economica e popolare – commenta l’assessore con delega ai Contratti ed Appalti, Sergio Cangelli –. Continueremo a muoverci nel solco delle leggi vigenti in materia, anche per tutelare coloro che hanno realmente diritto ad un alloggio. Questo provvedimento segue gli sfratti eseguiti in via della Pietà, via San Severo ed al Salice, dove la maggior parte delle famiglie non erano in possesso dei requisiti tali da consentire loro di essere assegnatari di un alloggio. Chi parla di affittopoli – precisa Cangelli – nella migliore delle ipotesi non sa di cosa parla ed ignora tutti i passi che negli ultimi mesi sono stati compiuti per distinguere i veri bisognosi da chi in passato ha ottenuto agevolazioni senza averne titolo».

«Questa è l’ennesima dimostrazione che l’Amministrazione comunale ha voluto prendere di petto un problema che in città si trascinava ormai da diversi anni – commenta il sindaco di Foggia, Franco Landella – è che dimostra inequivocabilmente come gli atti di legalità non vadano solo pronunciati ma effettuati con azioni concrete. Da questo punto di vista abbiamo inteso effettuare una inversione di tendenza netta rispetto al passato ed un cambio di passo decisivo rispetto ad ex amministratori che hanno sempre parlato di trasparenza senza però aver affrontato in modo decisivo le varie questioni. Pur se in città non vengono consegnati alloggi ERP da diversi anni da parte dell’ARCA Capitanata (già Istituto autonomo case popolari) – conclude il primo cittadino –, ci siamo impegnati a non lasciare in mezzo ad una strada decine di famiglie che possiedono i requisiti per ottenere un tetto, seppur tra le note difficoltà di carattere finanziario in cui versa il Comune di Foggia».

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