Intitolazione di una via alla memoria dell’On. Stefano Cavaliere, dichiarazione del sindaco di Foggia, Franco Landella

«È con vero sentimento di riconoscenza ed affetto che oggi il Comune intitola una strada alla memoria dell’on. Stefano Cavaliere. Un gesto doveroso, che inserisce nella nostra toponomastica un nome importante per la storia della politica e delle istituzioni di Foggia e della Capitanata. Noto avvocato, già consigliere comunale tra il 1956 ed il 1960, l’on. Cavaliere ha legato la sua figura innanzitutto ad impegno parlamentare portato avanti con dedizione, passione ed amore per il nostro territorio, dapprima nelle fila del Partito Nazionale Monarchico per le prime due legislature e poi nella Democrazia Cristiana.
Quella dell’on. Stefano Cavaliere è stata una figura di riferimento per l’intera provincia di Foggia, che ha saputo rappresentare al meglio le istanze e le necessità della nostra terra . E sono ancora tanti i cittadini che ricordano la sua dedizione, la sua rettitudine ed il suo rigore, rivolti esclusivamente alla crescita della Capitanata.
D’altro canto parliamo di un esponente politico la cui attività parlamentare è stata di assoluta rilevanza, con ben 156 proposte di legge, 94 atti di indirizzo e controllo e 158 interventi nelle discussioni delle proposte e disegni di legge. Per le sue qualità, molto apprezzate in campo internazionale, egli ha ricoperto l’incarico di componente del Consiglio d’Europa e dell’Assemblea dell’Unione dell’Europa Occidentale per oltre un decennio, mettendosi in evidenza nei dibattiti, specialmente in tema di difesa e di politica estera, oltre ad essere stato presidente della Federazione provinciale Combattenti e Reduci di Foggia.
Nel 1967 l’on. Cavaliere ha fondato l’associazione “Famiglia Dauna di Roma”, ricoprendone la carica di presidente per il primo decennio, a dimostrazione di un amore per il territorio sempre vivo, finalizzato a valorizzare la storia, la cultura ed il patrimonio artistico della provincia di Foggia.
Oggi la nostra città salda un debito di riconoscenza, riconoscendogli il giusto merito per la sua carriera politica ed istituzionale, per il suo valore professionale ma, soprattutto, per aver amato Foggia e la Capitanata in modo sincero e generoso».

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