Lavori alla scuola “De Sanctis”: allarmismi ingiustificati

Gli allarmismi scatenati in questi giorni riguardo al destino dell’edificio storico della Scuola Media “De Sanctis” di Foggia non hanno fondamento.
I lavori che sono iniziati lunedì scorso sono la normale evoluzione di una procedura di messa in sicurezza avviata negli anni passati dal Comune, mediante la richiesta di finanziamenti ministeriali e che era stata ampliamente pubblicizzata attraverso le testate giornalistiche. Un iter che si era interrotto per questioni burocratiche e che era ripreso nel settembre scorso, dopo una visita a Foggia del Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca Roberto Reggi, il quale aveva ispezionato anche i locali della “De Sanctis”, assicurando che una nuova istanza del Comune avrebbe trovato risposta positiva da parte del Governo.
In effetti, la procedura era ripresa e il progetto di intervento per risolvere i problemi strutturali che avevano portato alla chiusura del plesso nel 2011 è stato approvato e avviato.
Sono, quindi, assolutamente infondate le fantasiose ipotesi formulate dopo l’inizio dei lavori, che vorrebbero la scuola destinata alla demolizione per lasciare spazio a edifici destinati a civili abitazioni.
L’ala sud del complesso, che presentava i problemi statici più seri, sarà demolita per essere ricostruita nelle stesse forme e volumetrie e la destinazione resterà quella originaria.
In più, nei prossimi mesi, saranno avviati anche lavori di adeguamento alle normative sulla sicurezza e di messa a norma dell’impiantistica dell’aula magna e della palestra dello storico istituto foggiano.
Gli assessori ai Lavori Pubblici e alla Pubblica Istruzione, Antonio Bove e Claudia Lioia, si sono recati sul posto e hanno assicurato il sindaco Franco Landella che tutto si sta svolgendo con regolarità e che si è rivelata priva di fondamento anche la notizia di eventuali elementi architettonici in amianto emersi nella fase di demolizione.
L’ennesimo episodio che evidenzia la necessità di valutare con attenzione la fondatezza dei messaggi, raccogliendo informazioni da enti e persone coinvolte, approfondendo e incrociando le verifiche prima di lanciare sui social network teorie assurde e immotivate.