Primo Forum per la Legalità, risposta positiva della città all’iniziativa Mongelli: “Abbiamo le risorse per garantire ai nostri figli un futuro migliore” Piemontese: “Questo è il principale salto di qualità che la città deve fare” Leone De Castris: “Azioni di contrasto alla fascinazione delle prassi criminali”

“Sono convinto che nella nostra città ci siano le migliori risorse umane, sociali e culturali per garantire ai nostri figli un futuro migliore fondato sul valore della legalità. Su Foggia si sono dette molte cose, ma continuo a credere che sia soprattutto una città popolata da gente onesta e per bene”. Il sindaco di Foggia Gianni Mongelli ha aperto con queste parole il primo forum per la Legalità che si è svolto questa mattina presso l’Aula Consiliare di Palazzo di Città. Un incontro teso ad accogliere proposte e suggerimenti sul tema che ha visto la partecipazione delle istituzioni, del mondo della scuola e dell’associazionismo cittadino.

“Questo Forum – ha continuato il primo cittadino –  è un atto di partecipazione e di ascolto per la città su una tematica che reputo essenziale per il nostro futuro. Penso che Foggia viva in questo momento una fase molto delicata e condivido le parole del Prefetto quando ha spiegato che Foggia è a un bivio ovvero si trova nella necessità di prendere una decisione definitiva su se stessa. Noi dobbiamo e possiamo farlo dando messaggi di positività, non dimenticando che la legalità non riguarda solo le istituzione, ma anche i cittadini e il vivere quotidiano. Ogni azione, quindi, dovrà necessariamente essere prodotta da una partecipazione attiva e concreta della cittadinanza e dell’associazionismo”.

“Nessuna Consiliatura più di questa – ha puntualizzato nel suo intervento il presidente del Consiglio, Raffaele Piemontese – ha conosciuto uno stress della città e dei cittadini più acuto e più penetrante. Perfino alcune delle azioni più incisive che abbiamo messo in campo nello sforzo complessivo del risanamento finanziario hanno messo a nudo circuiti di illegalità piccole e grandi che esistevano e in molti casi rischiano di continuare ad esistere dentro e intorno a Palazzo di Città. Sono contento che si svolga questo Forum e che preluda alla costituzione della Consulta per la Legalità. Lo dico sinceramente perché penso che questo sia il principale salto di qualità che la città nel suo complesso deve fare, la politica deve saper compiere e l’Amministrazione realizzare pensando bene a quali sono gli agenti di un cambiamento profondo, che ci costringe a fare i conti anzitutto con noi stessi e con le nostre responsabilità, a partire dalle mie. Il rischio più grave che corriamo è fare una cosa tanto per farla. Magari rispettando perfettamente il cliché della partecipazione e dell’alleanza tra politica e società civile. E lasciando i problemi dove stanno perché non riusciamo a partire da quello che è davvero nelle nostre possibilità”.

Un dato emerso dall’incontro odierno è quello della fascinazione che alcune prassi criminali possono avere sui più giovani, un pericolo che rischia di compromettere ogni azioni tesa al ripristino delle regole. “Purtroppo questo rischio c’è ed è reale – ha spiegato il Procuratore Capo della Repubblica, Leonardo Leone De Castris -. Il fascino che la criminalità esercita sui ragazzi è forte. E la “molla” non solo quella economica, c’è un mondo di fascinazione che spesso sfugge ai più: messaggi come onore e coraggio, di cui questo mondo è pervaso, il continuo riferimento al giuramento, alla solidarietà, alla fiducia sono concetti astrattamente positivi di grande fascino per i giovani. In un contesto nel quale tutti i settori sono in qualche modo in degrado, a iniziare dall’economia per passare alla politica e finanche allo sport deve esserci un impegno serio della società che sia teso a riportare una certa normalità nell’accettare le regole. Dobbiamo essere capaci di costituire una società delle regole, dobbiamo lavorare seriamente su questo punto perché non possiamo permetterci di cadere nel baratro del cinismo e della prevaricazione”.

“Nella nostra città la mancanza di legalità è avvertita non solo dai cittadini, ma anche da chi viene da fuori – ha commentato l’assessore alle Attività produttive e presidente della Fondazione Antiusura Buon Samaritano, Pippo Cavaliere -. Spesso ho avuto a che fare con investitori spaventati da estorsioni, intimidazioni, da una burocrazia lenta che si tirano indietro e fanno si che territorio non si sviluppi. Noi, come fondazione antiusura ci siamo sempre costituti parte civile nei processi, anche in quelli molto delicati che vedono coinvolti esponenti della mafia locale. Un elemento che mi ha sempre fatto riflettere è l’assenza delle associazioni di categoria in questi processi,  mi viene spontaneo chiedermi perché non siano vicini ai commercianti che denunciano le estorsioni contribuendo a dare una spinta decisiva sulla strada della legalità. Foggia, come ha ricordato il sindaco, è una città di persone per bene, ma è necessario che si scenda in campo tutti insieme al di la delle bandiere politiche e ideologiche: solo uno sforzo congiunto può farci rinascere”.

Il tema della legalità è stato spesso al centro dell’offerta formativa scolastica, un elemento che, come ha affermato l’assessore alla Pubblica Istruzione, Maria Aida Episcopo, “ha contribuito alla nascita spontanea di decine di manifestazioni che hanno avuto questa tematica come soggetto predefinito. Il mondo della scuola, per la sua naturale predisposizione alla formazione giovanile, può e deve contribuire in maniera fattiva nel rendere questo concetto meno astratto e più concreto, aiutando i giovani nella comprensione e nell’accettazione delle regole come fattori determinanti per la società del futuro”.

Il migliore esempio di come i ragazzi siano i maggiori attori in questo processo di formazione civile viene da Giulio Spinapolice, baby sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che nel suo intervento ha sottolineato come “un aspetto importante della legalità sia il suo compito ri-educativo. senza questa funzione la legalità stessa perde gran parte del proprio valore: punire è corretto, rieducare è indispensabile. A maggior ragione quanto vale per i giovani, i quali pur avendo atteggiamenti e comportamenti spesso al limite della legalità, possono essere portatori di grandi valori e avere l’opportunità di pensare ai propri errori è un motivo di crescita per tutti”.

Dopo la giornata di oggi, il Forum entrerà nella sua fase operativa. “Adesso – spiega il consigliere comunale delegato e organizzatore dell’evento, Leonardo De Santis -, provvederemo a raccogliere le proposte in un vero e proprio laboratorio di democrazia partecipata aperto a tutti e realmente paritario. Saranno costituiti tre gruppi di lavoro (Promozione di azioni per la diffusione della cultura della legalità, Le pratiche per una città delle regole, Raccordo operativo tra mondo delle istituzioni, della formazione e del terzo settore, ndr) che avranno il compito di elaborare un progetto condiviso e attuabile per poi concretizzare la Consulta della Legalità che sarà il luogo deputato per poter lavorare su questa tematica. La città e i cittadini devono poter comprendere che la cultura della legalità è la strada migliore che possiamo seguire in questo momento se vogliamo realmente costruire un futuro basato sul rispetto dei diritti e sulla meritocrazia”