Rendiconto 2013, la Giunta stralcia le poste di “dubbia esigibilità” di circa 11 milioni di euro

La Giunta comunale ha approvato questa mattina la proposta di delibera per il Consiglio comunale relativa al rendiconto di gestione 2013. Un passaggio necessario da un lato per rispettare i tempi imposti dal Prefetto – che ha inviato una formale diffida al Comune di Foggia per l’approvazione del bilancio consuntivo – e dall’altro per apportare modifiche al documento contabile. In particolare, gli uffici finanziari del Comune hanno provveduto a stralciare dal bilancio quelle poste considerate “di dubbia esigibilità”, per un ammontare complessivo di circa 11 milioni di euro, dei quali 8 milioni legati alla procedura di cartolarizzazione e 3 milioni relativi alle cosiddette “alienazioni” dei beni comunali.

«Voglio esprimere un ringraziamento al Settore Finanziario dell’Ente, che ancora una volta ha dimostrato competenza e senso di responsabilità nell’affrontare la delicatissima vicenda inerente i conti comunali – commenta il sindaco, Franco Landella –. Questo lavoro si pone dunque a tutela dell’adesione del Comune al “Decreto Salva Enti”. Adesso spetta al Consiglio comunale esprimersi rapidamente sulla bozza che la Giunta ha licenziato, chiudendo questa fase così come ci è stato sollecitato dal Prefetto Latella».
«Abbiamo tenuto conto delle osservazioni e delle indicazioni formulate dalla Corte dei Conti, che ci aveva invitato a perseguire gli obiettivi di “veridicità e trasparenza” con riferimento al rendiconto di gestione. Alcune delle procedure messe in campo dalle precedenti amministrazioni, dalla cartolarizzazione al piano delle alienazioni, con tutta evidenza non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati in termini di entrate per il Comune – spiega l’assessore comunale al Bilancio, Sergio Lombardi –. Il disavanzo emerso dal bilancio consuntivo, tuttavia, non sarà origine di particolari problemi, essendo coperto per l’annualità 2014 dal fondo di svalutazione crediti, accantonato per un ammontare di 8 milioni di euro. La restante parte del disavanzo, invece, sarà assorbita nell’annualità 2015 dal piano di riequilibrio».

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