Tributi locali, il sindaco di Foggia, Franco Landella, replica alle considerazioni della segreteria cittadina del Partito Democratico

«Con buona pace delle accuse della segreteria cittadina del Partito Democratico, i numeri non sono un’opinione politica. Così come i bilanci sono documenti che poco si prestano alla pratica delle interpretazioni. Le scelte tariffarie adottate dal Comune di Foggia, dati alla mano, sono dunque interamente il frutto dell’eredità che la nuova Amministrazione ha ricevuto». È la replica del sindaco di Foggia, Franco Landella, alle considerazioni espresse dalla segreteria cittadina del Pd con riferimento al tema della fiscalità locale. «In via preliminare ribadisco ciò che ho già avuto modo di dire in numerose altre occasioni: l’adesione al “Decreto Salva Enti” è stata una boccata d’ossigeno fondamentale per scongiurare il dissesto al quale il centrosinistra aveva portato il Comune di Foggia. Perché è bene ricordare, a scanso di equivoci, che il rischio dissesto è tutto ascrivibile alla responsabilità politica ed amministrativa del centrosinistra – afferma il sindaco di Foggia –. Da questa adesione, tuttavia, sono discesi una serie di obblighi per l’Amministrazione comunale in materia di tributi, che solo chi è in malafede può ignorare o contestare. Nell’analisi effettuata dal Partito Democratico mancano alcuni elementi decisivi per formulare una valutazione che sia aderente alla realtà e non solo alle esigenze di propaganda politica – spiega il primo cittadino –. Com’è noto, infatti, la determinazione delle tariffe della Tari per il 2014 è stata votata dal Consiglio comunale in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto da Amiu Puglia SpA ed approvato con la delibera dell’Assemblea consiliare numero 200 del 30 settembre scorso».

«Ai sensi delle disposizioni istitutive della Tares, anche le tariffe del Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi per l’anno 2013, approvate con deliberazione di Consiglio comunale numero 194 del 30 novembre 2013, dovevano essere determinate con la stessa modalità, dunque in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto da Amiu SpA ed approvato con la deliberazione di Consiglio comunale numero 193 del 30 novembre 2013 – spiega il sindaco di Foggia –. È di tutta evidenza che nel piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, sulla base di entrambe le normative istitutive di Tari e Tares, devono essere considerate tutte le voci di costo, così come previsto espressamente dalla circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze inerente le “Linee guida per la redazione del Piano Finanziario e per l’elaborazione delle tariffe”. Se i dirigenti del Pd avessero approfondito la materia, confrontando il Piano Economico Finanziario di Amiu SpA del 2013 con quello di Amiu Puglia SpA del 2014, allegati alle deliberazioni di Consiglio comunale, tra l’altro pubblicate sul sito istituzionale del Comune di Foggia, si sarebbero facilmente resi conto che tra le voci di costo del servizio considerate nel 2013 non era presente quella relativa alla riscossione del tributo, ammontante a qualcosa come 2 milioni 267mila 710 euro. Si tratta di una gravissima dimenticanza, a mio avviso ampiamente fuori dai confini della legittimità, che ha provocato inevitabili problemi di equilibrio di bilancio, a cui la nostra Amministrazione, in linea con il dettato normativo, ha posto rimedio adeguando le tariffe alle prescrizione di legge».

«Piuttosto che inveire contro la nuova Amministrazione, perché i dirigenti del Pd non spiegano come sia stato possibile “dimenticarsi” di considerare una voce di costo di oltre 2 milioni di euro? Sarebbe utile sapere come sia stato possibile un tale scivolone. Ad ogni buon conto – specifica il sindaco – l’adeguamento delle tariffe, peraltro imposto dalla legge, è stato mitigato dal venir meno da quest’anno della maggiorazione statale di 0,30 euro al metro quadro. Sulla Tari, dunque, i cittadini non subiranno aumenti di rilievo. Voglio inoltre ricordare al Pd che la nostra Amministrazione ha esentato dal pagamento della Tari le giovani imprese per il primo anno di attività, recuperando così una misura che il loro governo, guidato dal sindaco Gianni Mongelli, aveva cancellato. Al centrosinistra, nonostante l’ansia da campagna elettorale, consiglieri dunque più prudenza prima di scagliarsi in sconsiderati ed infondati attacchi. Anche sulla Tasi, evidentemente nel Partito Democratico si ignora il funzionamento del “Decreto Salva Enti”, che pure si dovrebbe conoscere – aggiunge il primo cittadino –. Il “Salva Enti”, infatti, c’entra eccome nella determinazione delle tariffe, soprattutto per quello che riguarda l’accesso del Comune al cosiddetto “Fondo di rotazione”. Al comma 8, lettera g, dell’articolo 243 bis del Tuel, che invito i dirigenti del Pd a leggere con molta attenzione, si stabilisce la possibilità di accedere al “Fondo di rotazione”, dunque alle risorse economiche suppletive che rappresentano il vero beneficio legato al “Salva Enti”, a condizione che l’Ente locale si sia avvalso della facoltà di deliberare le aliquote o tariffe nella misura massima consentita per legge. Senza questo aumento, quindi, il Comune di Foggia avrebbe perso il diritto a beneficiare dell’ “ossigeno” economico di cui parla il Pd – specifica il primo cittadino –. A questo punto mi chiedo: ma nella segreteria del Partito Democratico c’è qualcuno a conoscenza degli argomenti di cui si vorrebbe discutere?».