Trivelle, dichiarazione del sindaco di Foggia, Franco Landella, sul Consiglio comunale monotematico di oggi

«Quella contro le trivellazioni al largo delle Isole Tremiti è una battaglia di sovranità nella scelta delle linee di indirizzo dello sviluppo del territorio, di tutela del nostro sistema economico, di affermazione del principio di sussidiarietà contro le decisioni calate dall’alto ed imposte alle popolazioni. È una battaglia politica ed istituzionale, senza etichette di partito o di schieramento, senza maggioranza né opposizione.
Ringrazio tutti coloro i quali hanno promosso il Consiglio comunale di oggi e la manifestazione di ieri a Palazzo Dogana, oltre, ovviamente, ai comitati “No Triv” che con la loro passione hanno tenuto alta l’attenzione su questa vicenda e alle Regioni che hanno sollevato le questioni che hanno portato all’accoglimento del quesito referendario, sia pure limitato alla definizione della durata delle estrazioni.
Nel passato questo territorio ha già conosciuto lo stravolgimento delle sue vocazioni con l’inaugurazione di stagioni – su tutte quella del Contratto d’Area di Manfredonia – che hanno provato a dar vita a sistemi di sviluppo incoerenti con la nostra storia e la nostra tradizione, chiaramente fallendo clamorosamente sul lungo periodo. Non possiamo più permettere che questa dinamica dispieghi i suoi effetti negativi. Dobbiamo, al contrario, attivare intelligenti formule che valorizzino ed esaltino la nostra più preziosa risorsa, ossia l’ambiente, e sostengano l’industria turistica, la più importante della Capitanata.
La nostra presa di posizione non è un atto di mera solidarietà nei confronti del Comune delle Isole Tremiti o del Gargano, ma un’azione che ha come obiettivo la crescita dell’intera Capitanata. Alla battaglia a tutela dell’integrità ambientale sono infatti collegate anche molte altre partite strategiche che il territorio sta giocando, come ad esempio quella relativa alla piena operatività dell’aeroporto “Gino Lisa”, inteso come strumento a servizio del nostro turismo.
Peraltro le stesse riflessioni circa il presunto vantaggio derivante dalle prospezioni autorizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico rivelano l’infondatezza dell’operazione alla quale il Governo ha dato il proprio via libera, non esistendo certezze sulla qualità del petrolio eventualmente presente nell’area interessata dall’autorizzazione ed essendo il ritorno economico per lo Stato italiano fissato in poco più di 1900 euro all’anno. Il che, ovviamente, rende a dir poco impraticabile questo percorso e rende ancor più necessaria e salda la nostra opposizione politica ed istituzionale.
Il Comune di Foggia, dunque, sarà in prima fila nella campagna referendaria che sta per cominciare, offrendo la sua partecipazione attiva alle iniziative che saranno messe in campo. Accanto a questo, chiaramente, resta ferma la richiesta, avanzata attraverso l’Ordine del Giorno approvato oggi dal Consiglio comunale, affinché i parlamentari nazionali rappresentanti della provincia di Foggia si adoperino intervenendo presso il Governo nazionale e presso il Ministero dello Sviluppo Economico per bloccare e revocare le autorizzazioni rilasciate alla “Petroceltic Italia Srl”».

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