Vertenza Biblioteca provinciale “La Magna Capitana”, il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella

«Come era stato immaginato, e come lo stesso Governatore Michele Emiliano aveva annunciato, la Biblioteca provinciale “La Magna Capitana” vedrà contrarre la platea del proprio personale, con l’ovvia conseguenza di non poter assicurare i servizi erogati sino ad oggi. Purtroppo si tratta di uno scenario largamente previsto, rispetto al quale valgono poco le parole di propaganda spese nelle ultime ore, evidentemente al fine di alleviare l’impatto politico della decisione assunta dalla Giunta regionale e che sarà portata all’attenzione ed al vaglio dell’Osservatorio regionale per la distribuzione delle funzioni non fondamentali delle Province.
Purtroppo i numeri valgono più delle dichiarazioni ad effetto e degli slogan, motivo per il quale i 70 posti che la Regione Puglia mette a disposizione per le funzioni culturali descrivono in modo chiaro che la Biblioteca “La Magna Capitana” non potrà mantenere per intero la platea dei suoi dipendenti. Se ne era discusso a lungo proprio nel corso della seduta congiunta dei Consigli comunale e provinciale dedicata alla questione, quando con parole di grande onestà intellettuale e di grande coraggio l’assessore regionale Leonardo Di Gioia chiarì l’impossibilità, da parte della Regione Puglia, di “salvare” tutto il personale, a differenza di chi, in quell’occasione ed ancora ieri, ha continuato ad usare una propaganda ambigua, che non aiuta questi lavoratori e la comunità di Capitanata né a comprendere i termini della decisione adottata dalla Giunta regionale né quali strade sia ancora possibile percorrere nell’immediato futuro per provare a scongiurare quel taglio significativo in termini di servizi – confermato dal Direttore della Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana”, Franco Mercurio – in presenza di una decurtazione del personale, che determinerebbe un ridimensionamento del ruolo e della funzione della nostra biblioteca su scala regionale e nazionale, privandola, di fatto, del suo status di eccellenza invidiata e divenuta un punto di riferimento nel sistema bibliotecario italiano.
Sono questi i frutti avvelenati di una riforma, la cosiddetta “Delrio”, nata male e proseguita peggio. Un provvedimento infarcito di retorica antipolitica, superficiale e lacunoso nei contenuti oltre che sbagliato nella finalità. Se oggi siamo in questa situazione, dunque, la responsabilità politica è innanzitutto del Governo nazionale, che si è fatto interprete ed attuatore della peggiore demagogia. È bene dirlo con chiarezza e senza infingimenti, non per ragioni di polemica politica ma perché sono queste storture a rendere complicata e difficile l’attività di chi amministra sul territorio ed incerto il futuro di tante lavoratrici e tanti lavoratori.
Certo, alla luce delle evoluzioni “politiche” finalizzate all’attivazione di un percorso di statalizzazione della Biblioteca “La Magna Capitana”, ipotesi sulla quale avevano lavorato in particolare i parlamentari Colomba Mongiello e Michele Bordo e sulla quale si erano espresse favorevolmente le Assemblee consiliari di Comune e Provincia, sarebbe stato forse opportuno attendere l’apertura di quel tavolo con il Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo che tutti avevamo auspicato ed invocato prima della ripartizione del personale operata ieri dalla Giunta regionale guidata dal presidente Emiliano. Perché oggi il rischio, come peraltro evidenziato dallo stesso Direttore Mercurio, è che la decisione della Regione Puglia di prendere in carico le funzioni bibliotecarie ma non tutto il personale, “bruci” la strada che portava al Ministro Dario Franceschini. Uno scenario davvero cupo, che potrebbe ridurre lo spazio di manovra politico-istituzionale, prefigurando un depauperamento considerevole dell’immenso patrimonio rappresentato dalla nostra biblioteca provinciale così come l’abbiamo conosciuta sino ad oggi».