Approvato il Piano di razionalizzazione delle società partecipate

«Oggi il Consiglio comunale ha provveduto a rispettare un adempimento di legge importante, che attiene il risparmio e l’ottimizzazione della spesa pubblica, ragionando attentamente sui margini di intervento possibili nell’ambito della normativa che impone questo passaggio». È il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella, all’esito del voto con il quale l’Assemblea consiliare ha approvato il Piano per la razionalizzazione delle società partecipate, così come previsto dalla Legge di Stabilità 2015 per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nella previsione elaborata su scala nazionale dal Commissario per la “spending review” Carlo Cottarelli.
«Rispetto alle 18 società censite nel giugno 2011 – ha spiegato il sindaco nella sua relazione – oggi le società partecipate direttamente e indirettamente dal Comune di Foggia sono soltanto 5: Amgas SpA, Ataf SpA, Am Service SrL, Amgas Blu SrL, Amiu Puglia SpA, partecipata al 21,87% dall’Ente». Esaminando queste società alla luce dei criteri indicati dalla Legge di Stabilità, l’Amministrazione comunale ha ritenuto che non vi fossero le condizioni per programmare la dismissione o la soppressione di ulteriori società entro il 31 dicembre 2015, data ultima prevista dalla Legge di Stabilità 2015. Né si è ritenuto di poter ulteriormente ridurre i costi di funzionamento degli organi sociali, sui quali nel tempo si è già inciso con tagli significativi se non addirittura drastici. «Un’azione – ha sottolineato il primo cittadino – resa ancor più incisiva con la riduzione dei compensi per i componenti dei Consigli di Amministrazione operata dalla nuova Amministrazione comunale, che ha così prodotto un ulteriore risparmio rispetto al regime degli Amministratori Unici».
L’unica ipotesi di azione operativa possibile è stata dunque la rinuncia alla facoltà di sottoscrizione della parte residua di aumento di capitale che l’assemblea di Amiu Puglia SpA ha riservato interamente al Comune di Foggia. Contestualmente all’aumento di capitale il Comune di Foggia ha infatti sottoscritto azioni dal valore nominale complessivo di 1.578.200 euro conferendo due immobili del valore effettivo di 4.200.000 euro, quindi con sovrapprezzo azioni di 2.621.800 euro, corrispondenti al 21,87% del capitale sociale. Entro il 30 giugno il Comune di Foggia avrebbe avuto la facoltà di sottoscrivere ulteriori azioni dal valore nominale complessivo di 837.500 euro, conferendo immobili del valore effettivo di 2.228.755 euro, quindi con sovrapprezzo azioni di 1.391.255 euro, per arrivare ad acquisire il 30% del capitale sociale. «Da questo punto di vista – ha specificato il sindaco – abbiamo ritenuto che questa operazione non avrebbe modificato il sistema di governance della società».
A rafforzare la proposta avanzata dall’Amministrazione comunale ed approvata dall’Assemblea consiliare il sindaco ha poi aggiunto una riflessione «già formulata quando in Consiglio si affrontò il tema dell’adesione del Comune di Foggia ad Amiu, con riferimento ai beni immobili che si intendevano conferire: il Centro di multiselezione dei rifiuti per la raccolta differenziata sito in località Passo Breccioso; la palazzina di Via Miranda, già in uso ad Amica; la palazzina ubicata in via Fratelli Biondi, già in uso ad Amica; lo stabile del quartiere Cep, già sede della Circoscrizione; il mercato generale ortofrutticolo, in Via Sant’Alfonso De Liguori. Gli ultimi 3 beni immobili citati – ha argomentato il primo cittadino – non sono stati conferiti perché il perito designato dal Tribunale per la redazione della relazione giurata ai sensi del codice civile ha ritenuto che non sussistessero le condizioni tecniche per procedere alla valutazione. Ma oltre a questi, a mio avviso, anche il Centro di multiselezione per la raccolta differenziata non poteva essere ceduto ad Amiu perché rientrante tra i beni del patrimonio indisponibile dell’Ente, che è tenuto a mantenerne la proprietà per metterli a disposizione del gestore del servizio a titolo di comodato, così come prevede il Codice dell’Ambiente all’articolo 152».
«Non potendo cedere i beni, secondo quanto riferito dal perito, per acquistare la quota residua del capitale di Amiu il Comune di Foggia sarebbe stato costretto quindi all’esborso di una somma pari a 2.228.755 euro – ha concluso il sindaco –. Ipotesi evidentemente insostenibile per le casse di un Comune come il nostro soggetto al regime di “Salva Enti”».

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