Emergenza abitativa, il sindaco di Foggia, Franco Landella, replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Urbanistica, Alfonso Pisicchio

“All’assessore Alfonso Pisicchio faccio notare che nessuno intende strumentalizzare politicamente un dramma come quello relativo all’emergenza abitativa. Al contrario, l’Amministrazione comunale ha sempre manifestato spirito collaborativo. Per confrontarsi sul piano operativo, però, è necessario vedersi. Alla comunità foggiana non può bastare una generica assicurazione di incontro, come leggo dalla sua nota trasmessa questo pomeriggio. Occorre una data, che, per l’appunto, sia certa e non ‘da destinarsi’. È questa incertezza che ha determinato la mia polemica nei confronti della Regione Puglia. Perché è necessario che alla serietà corrisponda serietà.
Prendo atto delle proposte dell’assessore regionale all’Urbanistica. Mi permetto però di rilevare che non appaiono né risolutive né coerenti con la portata dell’emergenza che la città di Foggia si trova purtroppo ad affrontare. Circostanza che rendeva e rende urgente proprio quel vertice in Regione Puglia, promesso dal Governatore Michele Emiliano, dapprima convocato e poi spostato ‘a data da destinarsi’.
I 10 alloggi che l’Arca Capitanata mette a disposizione del Comune di Foggia in via Lucera non sono sufficienti per soddisfare le esigenze delle situazioni più drammatiche. Alle 50 famiglie che vivono nei container di via San Severo, oltre alle 34 famiglie ubicate in quelli del Campo degli Ulivi e alle 10 famiglie collocate in quelli del campo rom di Arpinova, solo per fare alcuni esempi, vanno aggiunte le 11 famiglie che occupano un immobile dell’Arca Capitanata pericolante in via Rodi Garganico, per il quale un anno fa ho firmato una Ordinanza di sgombero, purtroppo non ancora eseguita. Non c’è alcuna valutazione di priorità, dunque. Perché dovrebbe essere la stessa Arca Capitanata ad indicare la collocazione dei residenti dello stabile pericolante di via Rodi Garganico nei 10 alloggi che oggi offre al Comune, ottemperando così alla mia Ordinanza di sgombero.
Quanto al programma straordinario di 150 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, il Comune di Foggia è pronto a trasferire le aree da mettere a disposizione dell’Arca Capitanata, avendole già individuate nell’ambito degli accordi di programma in essere ex PRUSST. Speravamo di poterne discutere formalmente con la Regione Puglia proprio nell’incontro poi spostato a ‘data da destinarsi’.
Con riferimento al progetto di cohousing, inoltre, rilevo che i precedenti non depongono a favore della Regione Puglia. Intorno all’accordo di programma dell’housing sociale, infatti, per circa 4 anni si è giocato a rinviare la decisione circa un processo amministrativo cominciato ormai un decennio fa e che avrebbe liberato 800 alloggi destinati all’emergenza abitativa, nonostante le promesse e le assicurazioni formulate pubblicamente dagli assessori Angela Barbanente, Anna Maria Curcuruto e, da ultimo, proprio dall’assessore Alfonso Pisicchio. Probabilmente al governo regionale sfugge che non è possibile allungare ancora i tempi e che occorrono determinazioni rapide ed urgenti.
Per quello che riguarda l’elenco degli interventi realizzati ed in fase di consegna, invece, faccio notare che i 45 alloggi a canone sostenibile in zona Ordona Sud, sono stati rivolti ad una platea di cittadini, sulla base di limiti di reddito, del tutto diversa da quella di cui discutiamo in termini emergenziali. Mentre i 112 alloggi di immediata consegna nel Pirp di via Lucera sono già destinati alla famiglie i cui immobili abusivi saranno abbattuti secondo programma. Dal che si deduce che non possono essere utilizzabili, fatta eccezione per i 10 alloggi messi a disposizione dall’Arca Capitanata, per far fronte alla drammatica emergenza che sta affrontando la città di Foggia. Gli altri 112 alloggi, cui fa riferimento l’assessore Pisicchio, pur facendo parte del medesimo piano di riqualificazione sono stati semplicemente programmati e la loro edificazione non è ancora neppure materialmente partita. Stessa cosa dicasi per gli 8 alloggi in corso di costruzione in via Confalonieri. Ribadisco nuovamente che le caratteristiche dell’emergenza non consentono attese ed esigono soluzioni immediate ed improrogabili. I 9 alloggi di immediata consegna a Borgo Croci, infine, sono stati già destinati alle prime 9 famiglie aventi titolo nella graduatoria attuale.
Elencare ciò che sarà costruito, quindi, non può bastare. Foggia ha bisogno qui ed ora di risposte e soluzioni concrete. Occorrono qui ed ora strategie che possano sottrarre centinaia di famiglie alla condizione di degrado, anche sotto il profilo socio-sanitario, in cui sono costrette.
Fermi restando i programmi appena partiti o in partenza, insisto nel sostenere che l’unica soluzione immediata sia quella di un aiuto della Regione Puglia sul piano economico, con risorse da impiegare, in un accordo con i privati, per prendere in fitto immobili invenduti e quindi disponibili, attraverso un canone locativo agevolato di circa 300 euro, come quello per i 30 alloggi messi a disposizione dall’impresa Caroprese ed individuati con la recente delibera approvata dal Consiglio comunale.
Ce n’è abbastanza per rendersi conto che siamo in presenza di una situazione delicatissima, in cui bisogna intervenire subito e confrontarsi immediatamente. Le incertezze che la Regione Puglia continua a manifestare circa i tempi di incontro, di confronto e di individuazione delle strade da percorrere generano esclusivamente esasperazione”.

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