Il Comune di Foggia celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un convegno

Anche l’Amministrazione comunale di Foggia ha voluto celebrare la giornata internazionale contro la violenza con un convegno organizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia, dal titolo “Quanto costa il silenzio? Dire basta non basta… insieme contro la violenza”. Alla convention erano presenti ospiti illustri come il sottosegretario al Lavoro, sen. Massimo Cassano, il componente del CSM, l’on. Tonio Leone, il gup del Tribunale di Foggia, Armando Dello Iacovo, il sindaco di Foggia, Franco Landella, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Antonio Ciarambino, e poi il procuratore capo Leonardo Leone De Castris, il prefetto Luisa Latella ed i comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il direttore generale dell’Asl Foggia, Attilio Manfrini, il direttore del Distretto socio sanitario dell’Azienda ospedaliera locale ed il direttore sanitario degli Ospedali Riuniti, oltre ad una folta delegazione di alcune scuole superiori di Foggia, che hanno animato l’appuntamento con alcune coreografie e con esperienze vissute e poesie recitate dai ragazzi della scuola media “Dante Alighieri”. «L’assessorato alle Politiche Sociali viene considerato da questa Amministrazione come l’assessorato alla famiglia, che è il baricentro del nostro esistere, sopratutto in un periodo di crisi economica e di valori come quello che stiamo attraversando – ha spiegato il sindaco di Foggia, Franco Landella, intervenendo durante la manifestazione –. Spetta a noi genitori il compito di inculcare ai nostri figli ed alle giovani generazioni il rispetto verso il prossimo ed il valore della vita, facendo comprendere loro che la forza deve essere utilizzata per altri elementi che caratterizzano la nostra esistenza, e non su chi è più debole di noi. Proprio attraverso i valori della famiglia – ha concluso il primo cittadino – possiamo garantire un futuro migliore ai nostri ragazzi, che domani saranno mariti, mogli e a loro volta genitori».

«Sento particolarmente questo tema come donna e madre, prima ancora che come pubblico amministratore – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foggia, Erminia Roberto –. Sono state 179 le donne uccise lo scorso anno in Italia, una ogni due giorni. La violenza ha infiniti modi per insinuarsi, materializzarsi ed esplodere, a ogni età, in ogni status, in ogni condizione. Parlare di violenza contro le donne vuol dire allora ripensare all’educazione affettiva che viene trasmessa nelle nostre case e nelle nostre aule, alle generazioni di “analfabeti sentimentali” (la definizione è di Umberto Galimberti) che crescono non abituati al rifiuto, al “no”; che confondono il sentimento con il possesso. In questa occasione esprimo quindi la solidarietà mia e dell’Amministrazione comunale alle donne vittime dei recenti atti intimidatori che hanno così profondamente scosso la nostra città, e voglio assolutamente ricordare le donne riferimento della neonata associazione antiracket e del coordinamento di associazioni contro le mafie “Libera”. Le donne che indossano una divisa, e le donne che ogni giorno combattono la loro silenziosa e sofferta e dolorosa battaglia contro malattie, disagi, precarietà, insicurezza».

«Attorno a loro ci stringiamo e per offrire degli spunti di riflessione e delle opportunità, delle risposte concrete abbiamo scelto di celebrare in questo modo il 25 novembre: un modo che mi auguro non sia estemporaneo ma rappresenti l’inizio di un percorso di rinascita, che continui a prescindere dagli attori istituzionali, nell’interesse del nostro territorio e per una crescita complessiva della comunità tutta. Un percorso che l’Amministrazione comunale ha avviato con la positiva e significativa esperienza del Centro Anti Violenza, che presto avrà una nuova, adeguata collocazione nella palazzina ex Gil in via Matteotti, e proseguirà con sempre maggiore impegno e determinazione. Con le case di accoglienza a disposizione delle donne vittime di violenze, abusi, maltrattamenti. Attraverso la fattiva collaborazione e il pieno coinvolgimento del mondo dell’associazionismo, rivendicando un ruolo di coordinamento, di riferimento, la massima e dovuta attenzione per chiunque abbia bisogno e chiunque si rivolga a una nostra struttura e abbia bisogno del nostro aiuto. Una risposta che deve vederci mobilitate e mobilitati non solo oggi ma ogni attimo di ogni giorno, perché l’immagine deformata e deformante della violenza si riflette e si specchia anche nello stalking, nel mobbing, nei ricatti sessuali, nelle diffamazioni, nelle allusioni, nelle disparità di trattamento e di considerazione. In distorsioni che dobbiamo denunciare con forza e con coraggio, e dobbiamo farlo insieme, senza far sentire sola, abbandonata, debole, fragile nessuna, ma proprio nessuna – ha concluso Erminia Roberto –. Per restituire alle donne, alle madri, alle figlie, alle sorelle, alle bambine di questa città, di questa provincia, di questo territorio, di questo mondo, la loro bellezza, la loro dignità, il loro diritto a una vita che non sia una gentile concessione e piena di limiti e trappole».

Dopo la testimonianza di Rosa Maria Scorese, sorella di Santa Scorese, considerata la prima vittima di stalking, la giornata dedica alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne si è poi conclusa nella galleria del Centro commerciale “Mongolfiera”, dove si è svolta una attività di informazione e sensibilizzazione, attraverso nuove strategie comunicative, dal titolo “Noi… ci siamo… contattaci”. Il “Circolo Circasso” dall’associazione “Musica è…” si è poi esibito in alcuni balli folkloristici di vari Paesi per ricordare le tante donne che vivono ancora in difficoltà .

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