Indagine sulla qualità della vita del quotidiano “Italia Oggi”, il commento del sindaco di Foggia, Franco Landella

“Per convincimento considero le indagini sulla qualità della vita che vengono pubblicate ogni anno dai maggiori quotidiani economici italiani uno spunto di riflessione. Non mi sono mai iscritto al partito di chi celebra vittorie o si deprime sulla base delle statistiche annuali. Tuttavia le classifiche hanno sempre il loro peso, perché forniscono elementi importanti su cui riflettere e su cui riordinare anche l’attività amministrativa.
L’indagine sulla qualità della vita delle province italiane pubblicata dal quotidiano ‘Italia Oggi’ ci consegna un dato confortante ed un trend che dal 2014 è stato in costante crescita. In questa classifica la provincia di Foggia era al 102simo posto al momento dell’insediamento dell’Amministrazione comunale in carica. Oggi è all’87simo posto, recuperando ben due posizioni rispetto al piazzamento dello scorso anno. Un dato conseguito anche in forza dei risultati positivi del lavoro che con fatica stiamo mettendo in campo e di cui, ovviamente, non posso che essere orgoglioso. Naturalmente come in ogni indagine che riguardi il territorio provinciale si mescolano fattori diversi che risentono di molteplici e diversificate situazioni. Però è chiaro ed inequivocabile un positivo cambio di passo.
Nella classifica del 2018 stilata da ‘Italia Oggi’, inoltre, la provincia di Foggia si attesta in una posizione migliore rispetto ad altri territori importanti della Puglia, penso a quelli di Taranto, della BAT e, soprattutto, di Bari. Tra gli indicatori settoriali, quello che regala il dato migliore alla provincia di Foggia, e che investe in particolare le azioni attivate dalle Amministrazioni comunali, è quello relativo all’ambiente. In questa sezione, infatti, Foggia si classifica al terzo posto su scala nazionale, crescendo sensibilmente rispetto alla 18sima posizione ottenuta nel 2017. È evidente che vi sono ambiti, come ad esempio quello che riguarda la criminalità e la sicurezza in genere, che concorrono in modo significativo ad impedire un miglioramento che, diversamente, sarebbe stato sicuramente ancor più robusto.

Sul piano generale, l’indagine conferma una forbice larga tra settentrione e meridione, a dimostrazione di un ‘gap’ ancora lontano dall’essere colmato e che merita una attenzione più puntuale, soprattutto nell’ambito delle politiche nazionali. È questo a mio avviso l’elemento sul quale occorre lavorare di più. La geografia indicata dall’indagine di ‘Italia Oggi’, purtroppo, descrive ancora un’Italia a due velocità. E, quale che sia lo sforzo compiuto dagli Enti Locali, il Mezzogiorno ha urgente bisogno di essere messo nelle condizioni di esprimere tutte le proprie potenzialità. Perché non può esserci ripresa per il ‘sistema Paese’ senza una robusta inversione di tendenza per il Sud, che necessita di opportunità ed infrastrutture e non di sterile assistenzialismo”.

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