Sequestro beni e disponibilità finanziarie Aipa SpA, dichiarazione del sindaco di Foggia, Franco Landella

«Il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie della società Aipa SpA disposto dalla Procura della Repubblica è un elemento di novità importante in una vicenda che l’Amministrazione comunale ha seguito in modo costante e con senso di responsabilità. Il rapporto contrattuale tra il Comune di Foggia ed il concessionario che gli amministratori di centrosinistra che ci hanno preceduto ci hanno lasciato in eredità è stato uno dei primi atti sui quali la nostra attenzione si è soffermata in modo tutt’altro che semplicistico e superficiale vista delicatezza della materia.
L’ipotesi di reato di peculato connessa all’indebita trattenuta dell’aggio per la riscossione dell’Imu e della Tares non era infatti un approdo scontato. E non per le strumentali dietrologie di qualcuno, ma per la molteplicità di opinioni e pareri in merito, compresi quelli richiesti al Mef, che però non hanno chiarito la questione contrattuale. Elementi che l’Amministrazione comunale ha vagliato ed analizzato, ragionando soprattutto dei rischi che il Comune avrebbe corso nel caso di una risoluzione unilaterale del contratto, in particolare nell’ipotesi dell’esposizione dell’Ente di Palazzo di Città ad una significativa richiesta di risarcimento danni da parte di Aipa SpA. A questo è stata utile l’attività messa in campo – nelle forme previste dal contratto – dalla tecnostruttura. Non è un caso se ho sposato le sollecitazioni formulatami dal dirigente dei Servizi Finanziari e delle Politiche Fiscali, Carlo Dicesare, e non più tardi di poche settimane io abbia richiesto un parere alla Corte dei Conti proprio sulla questione relativa la presunta indebita trattenuta.
La volontà politica dell’Amministrazione comunale di rimettere ordine in un campo che all’atto del nostro insediamento mostrava più di un profilo di opacità, tuttavia, non è mai stata in discussione. Fin da subito abbiamo avuto chiaro che il centrosinistra ed il sindaco Gianni Mongelli avevano lasciato in eredità alla nuova Amministrazione comunale un settore in cui troppi erano i dubbi e troppe le necessità di chiarimento. Un settore, quello riguardante le tasse pagate dai cittadini, fondamentale per la vita stessa del Comune. È in virtù di questo senso di responsabilità nei confronti della nostra comunità se abbiamo inteso ascoltare più pareri e formulare più verifiche, pur avendo sempre come orizzonte la prospettiva di una risoluzione contrattuale.
Questo è tanto più vero alla luce degli atti politici che sono stati compiuti sul punto, a cominciare dalla delibera con la quale la Giunta comunale, nel novembre 2014, internalizzò la riscossione dell’Imu. Un atto politico, che smentisce in radice le fantasiose ricostruzioni di coloro i quali per interessi di piccolo cabotaggio politico vorrebbero descrivere una posizione diversa da quella che l’Amministrazione ha sempre avuto sulla questione, come dimostra inoltre l’avvio del procedimento amministrativo teso alla risoluzione contrattuale avviato nei giorni scorsi sulla base delle irregolarità inerenti l’affitto del ramo d’azienda a Mazal Global Solution Srl da parte di Aipa SpA.
Le responsabilità politiche, dunque, sono tutte nel campo del governo di centrosinistra che ci ha preceduto, anche per ciò che riguarda una rinegoziazione dell’aggio che ha visto moltiplicarsi esponenzialmente gli introiti per Aipa SpA rispetto a quanto accadeva con il precedente concessionario Gema. Non può sfuggire, infatti, che le trattenute indebite avrebbero riguardato le anticipazioni fatte al Comune di Foggia da Aipa SpA dal 9 maggio 2012 al 30 maggio 2013 e le somme riscosse dai contribuenti a titolo di imposte varie tra giugno 2012 e luglio 2014, dunque per intero nel periodo di governo del centrosinistra e del Partito Democratico».

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