Trasferimenti statali, il governo taglia del 16.6% la quota destinata al Comune di Foggia

«Nei tagli previsti dalla legge di stabilità 2015, i trasferimenti statati al Comune di Foggia passano da 30 milioni di euro a 25 milioni. Un taglio lineare rispetto allo scorso anno del 16.6% che rischia di pregiudicare l’erogazione di servizi indispensabili. Una difficile realtà che ieri mi è stata confermata a Roma nella sede dell’ANCI e che potrebbe avere ripercussioni nel piano di risanamento delle casse comunali». Così il sindaco di Foggia, Franco Landella, commenta la decisione del governo Renzi di restringere ulteriormente i trasferimenti statali ai Comuni, che negli ultimi tempi sono stati costretti ad aumentare le aliquote sui tributi locali per far quadrare i conti. «Ho condiviso la relazione fatta ieri dal responsabile del Dipartimento Finanza locale di Ifel, Andrea Ferri, nel corso della IV Conferenza sull’Economia e la finanza locale, che ha spiegato come l’azione sui tributi locali e l’aumento delle aliquote riscontrato negli ultimi anni costituiscono scelte dello Stato centrale, e non espressione di autonomia dei Comuni. Situazione ancor più grave per quei Comuni come il nostro – sottolinea il primo cittadino del capoluogo dauno – che hanno aderito al Decreto Salva Enti che già prevede vincoli di finanza piuttosto rigidi. A questa condizione già di per se molto difficile, si aggiunge un ulteriore taglio di un milione e mezzo di euro derivante dal contributo sul minor gettito Imu/Tasi. La decisione del governo potrebbe mettere a rischio non solo la gestione ordinaria di tutti i servizi dell’ente, ma ripercuotersi anche sulle aziende partecipate del Comune di Foggia che vivono situazioni difficili».

«A seguito di questo pesante taglio – sottolinea Franco Landella – dovremmo rimodulare le poste del bilancio di previsione 2015, a cui, inevitabilmente, dovranno essere applicati dei tagli a causa di questa mancata erogazione. La scelta dovrà essere fatta in tempi piuttosto rapidi poiché il documento contabile deve essere approvato entro il prossimo 30 luglio. Un “regalo” che il governo nazionale ha voluto riservare ai foggiani poco prima della pausa estiva. Se per un Comune questo tipo di taglio risulta essere doloroso – conclude il sindaco di Foggia –, per una città che solo per un soffio ha evitato il dissesto finanziario esclusivamente grazie ad un prestito e che sconta ancora numerose difficoltà da un punto di vista finanziario, potrebbe ripercuotersi negativamente sui servizi erogati ai cittadini, che costituiscono l’anello debole delle decisioni che vengono prese a Roma».

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