Descrizione
Proseguono le attività di approfondimento e conoscenza dell’ex Distretto Militare, già Caserma Oddone e antico Convento di San Francesco, interessato dagli interventi di rigenerazione che prevedono la realizzazione di un nuovo Studentato ADISU -finanziato con 20 milioni di euro Fondi FSC- e del Museo Giordaniano per 7 milioni di euro derivanti dal CIS Capitanata.
Nella giornata di ieri si è svolto un sopralluogo negli ambienti ipogei recentemente individuati all’interno del complesso da parte dello Speleo Team Montenero di San Marco in Lamis, incaricato di effettuare le attività di ricognizione per conto dello studio Settanta7 srl, soggetto incaricato della progettazione da Invitalia.
Il gruppo speleologico, composto dal presidente Gian Piero Villani, da Paolo Giuliani, curatore del Catasto Puglia Grotte e da Anna Di Donato, con il supporto dell’archeologo Nicola Gasperi, ha effettuato una prima ricognizione degli ambienti, rilevando la presenza di due ampi locali parzialmente voltati, per un’estensione complessiva superiore ai 100 metri quadrati.
All’interno degli ambienti sono stati inoltre rilevati importanti volumi di materiale detritico di apporto misto, unitamente alla presenza di resti ossei riferibili a diverse centinaia di scheletri. Gli elementi emersi saranno oggetto di un più approfondito esame nell’ambito delle attività di studio e delle procedure di competenza; poi lo Speleo Team Montenero predisporrà un report tecnico dettagliato e la documentazione sarà acquisita dagli uffici comunali e trasmessa alla locale Soprintendenza, affinché possa effettuare le valutazioni di propria competenza e contribuire alla definizione delle successive modalità di intervento e di approfondimento.
Parallelamente, i tecnici comunali dell’Area 8 – PNRR Rigenerazione Urbana stanno perfezionando le procedure per procedere al rilievo integrale degli ambienti ipogei attraverso la tecnologia laser scanner. Il rilievo sarà realizzato con risorse proprie del Comune di Foggia, al di fuori delle risorse finanziarie del CIS Capitanata, e consentirà di acquisire una restituzione digitale e grafica estremamente puntuale degli spazi, definendone con precisione geometrie, caratteristiche e soprattutto la collocazione rispetto all’edificio soprastante.
Si tratta di un’attività conoscitiva particolarmente importante in vista della prosecuzione della progettazione, poiché la precisa individuazione degli ambienti ipogei e dei loro rapporti con le strutture esistenti costituisce un elemento indispensabile per la definizione dei successivi livelli progettuali, sia per la porzione dell’immobile destinata a Studentato ADISU, sia per quella destinata alla realizzazione del Museo Giordaniano.
“Quello che stiamo facendo è un lavoro di conoscenza prima ancora che di trasformazione – sottolinea la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo –. Ogni elemento che emerge dall’ex Distretto militare deve essere attentamente studiato e documentato, perché la rigenerazione di un luogo così importante per la città non può prescindere dalla piena comprensione della sua storia, della sua struttura e delle sue caratteristiche. Sotto le strutture che conosciamo esiste infatti una parte ancora da esplorare, studiare e valorizzare. Le numerose fonti della tradizione francescana relative al Beato Giacomo rendono particolarmente significativo questo percorso di ricerca e alimentano l’auspicio di poter acquisire nuovi elementi sulla sua presenza e, auspicabilmente, sulla sua sepoltura.”
“L’individuazione degli ambienti ipogei aggiunge un ulteriore elemento di complessità, ma anche di grande interesse, al percorso di trasformazione dell’ex Caserma Oddone – continua l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Rigenerazione Urbana Giuseppe Galasso –. Abbiamo scelto di investire risorse comunali, aggiuntive rispetto a quelle del CIS Capitanata, per realizzare un rilievo laser scanner completo, perché riteniamo che una progettazione di questa importanza debba poter contare sul più elevato livello possibile di conoscenza dello stato dei luoghi. Il dato geometrico e spaziale che acquisiremo sarà fondamentale per mettere in relazione ciò che si trova sotto terra con l’edificio esistente e consentire ai progettisti di assumere le successive decisioni sulla base di un quadro conoscitivo preciso. Al tempo stesso, il confronto con la Soprintendenza consentirà di accompagnare ogni successivo passaggio con le necessarie valutazioni e con la massima attenzione agli aspetti storici, archeologici e di tutela”.
Le attività di ricognizione, documentazione e rilievo proseguiranno nelle prossime settimane, in coordinamento tra gli uffici comunali, i progettisti, lo Speleo Team Montenero e le professionalità specialistiche coinvolte, con l’obiettivo di completare il quadro conoscitivo dell’intero complesso e mettere a disposizione della progettazione tutti gli elementi necessari per procedere nella definizione degli interventi.
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Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026, 15:43