Descrizione
Lo ‘Schema delle scelte’, documento con cui l'Amministrazione comunale fissa la direzione del nuovo Piano Urbanistico Generale prima di entrare nella fase formale di valutazione ambientale, è stato al centro della nuova convocazione dell’Urban Center nella sala consiliare di Palazzo di Città. L’assemblea odierna ha richiamato numerosi stakeholders, esponenti di rilievo degli ordini professionali, della società civile e del terzo settore, a conferma dell’interesse suscitato dallo strumento urbanistico che la città attende ormai da decenni e dalla bontà del percorso di condivisione e di ascolto collettivo avviato. La sindaca Maria Aida Episcopo ha aperto i lavori, ringraziato i presenti e proposto di allargare ulteriormente il coordinamento interno allo strumento di partecipazione adottato a figure esterne all’Ente. La presidente del consiglio comunale Lia Azzarone ha ribadito che il PUG in divenire dovrà essere sviluppato attraverso la massima partecipazione dei cittadini. Giovanni Quarato, presidente della Commissione Territorio e che dell’Urban Center è il coordinatore, ha sottolineato l’ulteriore passo in avanti nel percorso avviato. L’assessore all’Urbanistica Michele Salatto ha ricordato il lavoro svolto dal suo predecessore Giuseppe Galasso (anche lui presente, insieme ai componenti della tecnostruttura e al consulente Nicola Lo Muzio) e dall’Ufficio del Piano, e spiegato lo ‘Schema delle scelte’ in linee generali, prima di lasciare la parola all’atteso progettista, l’architetto Francesco Karrer che ha fatto il punto sull’attuale situazione in materia. Partendo dall’operazione di congiunzione tra la parte strutturale (invariante) e quella programmatica (le scelte), l’apertura alla discussione e al confronto pubblico prima di riattivare il confronto con la Regione Puglia sulle procedure ambientali e il necessario equilibrio da trovare con aree verdi che compensino gli eccessi di suolo nel passato, per continuare con il sistema infrastrutturale (l’orbitale in primis), la ripianificazione della seconda stazione dell’Alta Velocità “che non può essere una semplice fermata ma deve avere la dignità di una stazione urbana”, il fabbisogno abitativo (l’Istat ha certificato la diminuzione della popolazione e l’aumento delle famiglie), gli spazi più ampi da individuare per le aree pubbliche, la ricerca di procedure più semplificate per i tessuti storici, l’ampliamento della zona industriale, il miglioramento dell’area urbana.
“Ci aspetta tanto lavoro da fare, dobbiamo lavorare insieme per lo stesso obiettivo” ha auspicato Salatto. Il documento è stato fornito a tutti gli intervenuti accreditati, per ulteriori valutazioni e suggerimenti.
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Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2026, 18:11